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Attenzione!

A causa dell'alto numero di manoscritti inviati, ed essendo già stato completato il piano editoriale per l'anno in corso e per l'inizio dell'anno prossimo, al momento non siamo più in grado di esaminare nuovi testi. 

La ricezione dei manoscritti è sospesa fino a nuova comunicazione

Una scelta consapevole

Oggi internet offre svariate alternative alla pubblicazione tradizionale: self publishing, print on demand, ebook...
L’autore deve pertanto essere consapevole delle motivazioni che lo spingono a rivolgersi a un editore piuttosto che a un altro e ha il diritto-dovere di essere ben informato, prima della firma del contratto, sui pro e contro della sua scelta.
Nel caso di un casa editrice come la nostra, costituita in forma di cooperativa, la pubblicazione non richiede all’autore alcun genere di contributo né obbligo di acquisto copie, ma non è identica a quella offerta da altre realtà, che hanno come scopo principale il conseguimento di un utile economico.
Sei un’autrice o un autore e vuoi proporci il tuo manoscritto? Devi sapere innanzitutto che operiamo una selezione molto rigorosa degli inediti, perché puntiamo alla qualità sopra ogni altra cosa. Ne potrai avere conferma leggendo uno o più libri del nostro catalogo, cosa che ti consigliamo di fare prima di scriverci.

 

Aporema Edizioni è contro l’editoria a pagamento, e ai suoi autori chiede solamente collaborazione nelle varie fasi di sviluppo e promozione del libro, sorrisi, qualche foto, ma mai un singolo euro.

 

Che cos’è l’editoria a pagamento?

 

Quando un editore chiede a un suo autore di contribuire alle spese di pubblicazione direttamente (con denaro) o indirettamente (con l’obbligo di acquisto di copie del libro, a prezzo scontato o meno), si tratta di Editoria a Pagamento (EAP).

 

Come funziona l’editoria a pagamento e perché va evitata?

 

Facciamo due conti: diciamo che far stampare cinquecento copie di un libro costa approssimativamente mille euro in tipografia (la cifra è solo indicativa ma realistica). La persona che si fa chiamare “editore”, svilendone in questo modo il nome, costringe l’autore da contratto a versare mille euro per la pubblicazione o a comprare cento copie a 10€ ciascuna, e in questo modo ha già coperto del tutto le sue spese di stampa. Ma perché stampare cinquecento copie di un libro che probabilmente non vedrà mai gli scaffali di una libreria? Quindi potrebbe stampare solo le cento copie che darà all’autore, tenersi il resto del soldi e nessuno noterebbe la differenza. Quanto all’editing o alla promozione, sono attività che richiedono tempo, impegno e denaro.

 

Con questo meccanismo l’autore, un po’ ingenuo e un po’ vanitoso, avrà la soddisfazione di avere il libro con il suo nome in copertina, e l’editore avrà già guadagnato e può passare al prossimo “capolavoro”.

 

L’editore a pagamento, insomma, non guadagna dai libri che ha venduto ai lettori ma dai libri che ha venduto all’autore, e non è troppo diverso da una tipografia molto costosa.

 

No, no e ancora no!

 

Il compito dell’autore è scrivere un buon testo, metterci passione, andare alle presentazioni, firmare copie, sorridere e godersi i frutti, economici e non, della propria creatività.

 

È invece compito dell’editore assumersi il rischio imprenditoriale di prendere quel testo e trasformarlo in un “prodotto-libro”, bello da leggere e facile da vendere, e questo vuol dire editarlo in maniera impeccabile, impaginarlo a prova di OCD, trovargli una copertina accattivante e a volte anche un titolo se non c’è già, decidere come promuoverlo, farlo leggere a recensori e riviste, presentarlo, organizzare eventi, interviste. È un lavoro che richiede tempo, professionalità, competenza, impegno e, non ultimo, anche denaro. Denaro che non può e non deve mai uscire dalle tasche dell’autore.

 

Un consiglio

 

Cari scrittori o aspiranti tali, come Aporema Edizioni vi diamo questo consiglio: scegliete con cura l’editore a cui affidare il vostro testo, ce ne sono tanti che lavorano bene. Forse potreste essere rifiutati, forse potremmo persino essere noi a rifiutarvi, ma insistete, se è questa la vostra strada. Ma se un editore inizia a farvi troppi complimenti, vi dice che il vostro testo è un “capolavoro”, che non vede l’ora di pubblicarvi… assicuratevi prima che lo abbia letto. E se vi chiede di comprare anche solo una copia del vostro libro, scappate a gambe levate, senza voltarvi indietro.